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 Donazioni di sangue

Le sedi dove è possibile fare donazioni di sangue, plasma o piastrine, sono:

- Ospedale "S. Giuseppe",  viale Boccaccio Empoli, 

- Ospedale "Santa Verdiana", via dei Mille Castelfiorentino,

- Ospedale "S. Pietro Igneo", p.zza Lavagnini 1 Fucecchio,

Telefono 0571 7051

ATTIVITÀ DI DONAZIONE DI EMOCOMPONENTI
Presso una qualsiasi delle tre sedi della U.O.C. Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell'Asl 11 è possibile effettuare donazioni di sangue intero, plasma, concentrati piastrinici, multicomponent, reclutamento per la donazione di sangue midollare e di latte materno.


AVVISO AI DONATORI

Per il periodo estivo-autunnale 2014 sono previste misure di sospensione temporanea dalla donazione di sangue ed emocomponenti se si è soggiornato almeno una notte nei luoghi indicati nella tabella consultabile sul sito del CNS .

Le misure sono state adottate al fine di prevenire la trasmissione trasfusionale del virus West Nile come descritto  nel link sovra indicato .
 


Porta sempre  con te la  TESSERA SANITARIA!

Dal 1 ottobre 2014  anche per effettuare la propria donazione, è indispensabile presentarsi all'accettazione donatori muniti della TESSERA SANITARIA.

Ciò si rende necessario per ottemperare alla normativa in materia di sicurezza trasfusionale, nonchè per l'adeguamento ai flussi informativi più innovativi.

 


DONAZIONI DI SANGUE INTERO
Per effettuare una donazione di sangue intero è sufficiente presentarsi digiuni presso una delle tre sedi suddette tutti i giorni feriali secondo i seguenti orari:
Empoli ore 7.30-10.30
Castelfiorentino ore 7.30-10.00
Fucecchio ore 7.30-10.00

Dal 1 Giugno 2010 è possibile prenotare la propria donazione. Per informarsi telefonare al Centro Trasfusionale o alla propria associazione di donatori di sangue.

Vengono, inoltre, effettuate alcune raccolte di sangue in giorni festivi prefissati come indicato nel calendario (clicca sulla parola per consultarlo).
Al donatore viene richiesto di riempire un questionario di autoesclusione (clicca per scaricare il modulo) e di sottoporsi a visita medica e ad un controllo dell'emoglobina predonazione, dopo di che può effettuare subito la donazione del sangue. Al termine della donazione gli sarà consegnato un buono ristoro da usufruire presso gli esercizi e i bar convenzionati. Il donatore lavoratore dipendente, presentando al proprio datore di lavoro opportuna certificazione rilasciata dal Centro Trasfusionale ha diritto al giorno di riposo nella data in cui ha effettuato la donazione. Al donatore viene consegnata documentazione contenente suggerimenti da seguire nel periodo post-donazione.
Le risposte degli esami di laboratorio eseguite in occasione della donazione possono essere consultate e stampate  via web dal portale aziendale, visualizzate sul proprio Fascicolo Sanitario o ricevute al proprio domicilio (gli esiti degli esami eseguiti presso il Centro di Qualificazione Biologica di Careggi sono consultabili attualmente presso il Servizio Trasfusionale).     

DONAZIONI DI PLASMA
La donazione di plasma (plasmaferesi) si effettua tramite l’ausilio di specifici macchinari definiti separatori cellulari. La donazione richiede circa 30 – 40 minuti di tempo ed è solitamente effettuata per appuntamento. Non è necessario essere a digiuno. Si effettua tutti i giorni feriali con il seguente orario:
Empoli ore 8.00-12.00
Castelfiorentino: ore 8.00-11.00
Fucecchio ore 8.00-11.00

DONAZIONI DI PIASTRINE
Come per la donazione del plasma anche la donazione di piastrine (piastrinaferesi e/o plasmapiastrinaferesi) si effettua con l’ausilio di separatori cellulari. La procedura richiede tra un'ora e un'ora e mezzo e viene effettuata previo appuntamento o chiamata diretta del donatore. Per il resto, vale quanto segnalato per la donazione del plasma.

RECLUTAMENTO DONATORI DI SANGUE MIDOLLARE
Presso le sedi della U.O.C. Immunoematologia e Medicina Trasfusionale è possibile accedere alla tipizzazione HLA necessaria per l’iscrizione nel Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo.
E’ necessario l’appuntamento telefonico. Previo colloquio e visita medica con i medici viene effettuato il prelievo venoso di due provette di sangue che, a cura del personale infermieristico della struttura, verranno inviate ai centri convenzionati di tipizzazione.

ATTIVITÀ DI AMBULATORIO TRASFUSIONALE
L’attività di ambulatorio trasfusionale viene effettuata su tutte e tre le sedi della U.O.C. Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (Empoli, Castelfiorentino e Fucecchio) con orario 10.00-13.00.
In regime ambulatoriale possono essere gestiti solo pazienti autosufficienti. I pazienti in gravi condizioni cliniche o che necessitano di terapia di emergenza, devono presentarsi al Pronto Soccorso per l’eventuale ricovero nei reparti di degenza.
Le prestazioni erogate dall’ambulatorio trasfusionale della U.O.C. Immunoematologia e Medicina Trasfusionale sono le seguenti:
a) visite specialistiche e consulenze immunoematologiche e di medicina trasfusionale;
b) trasfusioni ambulatoriali di globuli rossi concentrati, concentrati piastrinici, plasma ed emoderivati;
c) salassi terapeutici ed eritroaferesi;
d) autotrasfusioni (predepositi);
e) infusioni di farmaci.
 

 Donazioni di organi

Il Dono
Senza donazione non esiste trapianto, ma cosa vuol dire donare?
Donare vuol dire regalare, dare spontaneamente e senza ricompensa qualcosa che ci appartiene.
Quando perdiamo una persona amata è difficile, in un momento di sofferenza così profonda, pensare agli altri, pensare a qualcuno che è malato e che, se non avrà un nuovo organo, morirà sicuramente.
Non dare l'assenso alla donazione degli organi di un proprio familiare, che non ha espresso la propria volontà in merito alla donazione, non comporta un prolungamento delle cure intensive, perché quando viene diagnosticata la morte ormai non c’è più nulla da fare e gli organi che non vengono donati saranno sprecati.
Le informazioni che vi diamo cercano di facilitare una decisione consapevole, attraverso una serie di risposte alle domande più frequenti che ciascuno di noi si pone sulla donazione ed il prelievo di organi, tessuti e cellule.

Che cosa significa donare gli organi ?
Significa acconsentire al fatto che, dopo aver constatato la morte del cervello di un individuo con criteri particolari di accertamento, gli organi, mantenuti vitali dalle macchine e dai farmaci, siano prelevati dal cadavere per essere trapiantati ad ammalati gravi che ne hanno necessità.

Come si manifesta la volontà di donazione ?
Il principio del silenzio assenso (capo II, Legge 1 aprile 1999, n. 91) non è ancora applicato, in quanto non è stata ancora costituita un’anagrafe informatizzata dei cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale che permetta la notifica ad ogni cittadino, da parte di un Pubblico Ufficiale, di un modulo per la dichiarazione di volontà in cui si informa lo stesso che, in mancanza di una esplicita dichiarazione, si presume il consenso alla donazione. In questo periodo transitorio la legge stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà scegliendo una delle modalità di seguito indicate:

  • il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000 da portare sempre con sé;
  • la registrazione della volontà effettuata presso gli appositi sportelli delle Aziende Sanitarie Locali e dei Comuni;
  • una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma;
  • la tessera o l’atto olografo dell’A.I.D.O.
  • la registrazione on line tramite il sito internet del Centro Nazionale Trapianti www.trapianti.salute.gov.it
     

In mancanza di una esplicita dichiarazione espressa in vita, i familiari (coniuge non separato o convivente more uxorio o figli maggiorenni o genitori) possono presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. L’opposizione non è consentita se dai documenti personali di cui sopra o dalle dichiarazioni depositate presso le ASL di appartenenza, risulta che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo di organi e tessuti. Il prelievo non ha luogo se viene presentata una dichiarazione del potenziale donatore, contraria alla donazione, successiva alla precedente dichiarazione favorevole.
Non esistono limiti di età per essere donatore di organi.

Quali sono gli organi che si possono prelevare a scopo di trapianto?
Teoricamente si possono prelevare tutti gli organi, ad eccezione dell’ENCEFALO (Cervello) che non è un organo ma la sede del nostro essere persona e delle GONADI (ovaio, testicolo) che contengono il nostro patrimonio genetico.
Attualmente gli ORGANI prelevati sono: reni, fegato, cuore, polmoni, pancreas ed intestino.

La donazione di tessuti
Il donatore di tessuti può essere una persona deceduta o una persona vivente.
Nel caso di persona deceduta, donare i tessuti vuol dire acconsentire al fatto che dopo aver constatato la morte dell’individuo, gli stessi siano prelevati dal cadavere per essere trapiantati a malati gravi che ne hanno necessità per continuare a vivere una vita decorosa.
Si può essere donatore dopo la morte se in vita si è espressa volontà in tal senso, oppure, anche in caso di mancanza di tale espressione, se la famiglia non si oppone al prelievo dei tessuti.
Nel caso della donazione da vivente, i tessuti vengono raccolti nel corso di un’operazione chirurgica alla quale il paziente è sottoposto, previa apposita valutazione sanitaria eseguita dal personale sanitario.
I tessuti (vene safene, placenta, testa di femore) sono “scarti” sanitari della procedura chirurgica, che in questo modo sono recuperati e, dopo un adeguato trattamento, possono diventare un prezioso ausilio per altri pazienti, per la cura di particolari patologie.

Quali sono i tessuti che si possono prelevare a scopo di trapianto?
I TESSUTI prelevati sono: cornee, segmenti ossei e valvolari, trachea, valvole cardiache, vasi sanguigni, cute e placenta.
Vi sono limiti di età per essere donatore e criteri di selezione per ogni singolo tessuto donato.

La donazione di cellule
Quando parliamo di donazione di cellule, intendiamo le cellule staminali ematopoietiche, le cui fonti possibili di raccolta sono: midollo osseo, sangue cordonale o placentare, sangue periferico. Le cellule prelevate vengono trasfuse o conservate, per poi essere distribuite in caso di necessità per curare gravi patologie del sangue in pazienti bambini e adulti (per es. leucemie, linfomi, talassemia…). Le cellule e i tessuti possono venire conservate in apposite banche.

La donazione di midollo osseo
Nel momento in cui gli esami di compatibilità donatore-ricevente danno esito positivo inizia l’iter del trapianto di midollo. Il donatore di midollo osseo dovrà assentarsi dal lavoro e dalle sue normali attività complessivamente per non più di una settimana. Il midollo prelevato si ricostituisce da solo in 7-10 giorni, quindi non si vengono a creare condizioni di carenze di alcun tipo. Una settimana prima della data fissata per il prelievo il donatore si sottoporrà al prelievo di una o più unità di sangue, che gli verranno poi infuse in sala operatoria per bilanciare il volume di sangue circolante. Non è necessario assumere farmaci né prima né dopo la donazione.

La donazione di cordone ombelicale
In Italia è possibile raccogliere e conservare le cellule staminali del cordone ombelicale per uso allogenico, ossia altruistico, presso strutture pubbliche denominate “Banche di Sangue di Cordone Ombelicale”
In Italia non è consentita la conservazione per uso unicamente personale del sangue del cordone ombelicale, tranne nei casi in cui sia presente, tra i consanguinei del nascituro, una patologia per la quale è riconosciuto valido l’utilizzo terapeutico delle cellule staminali presenti nel cordone ombelicale.
In tale caso si tratta di “donazione dedicata” e le cellule staminali, conservate gratuitamente nelle banche italiane, sono ad esclusiva disposizione del soggetto al quale sono state dedicate in ragione della sua patologia.
All’estero esistono strutture private nelle quali è possibile la conservazione per uso proprio (autologo) del sangue del cordone ombelicale, nonostante non si abbiano evidenze scientifiche sull’utilità di questo tipo di conservazione, ai fini di un futuro utilizzo terapeutico.
La futura mamma che desidera donare il sangue presente nel cordone ombelicale al momento del parto non va incontro ad alcun rischio né per sé né per il neonato. Il sangue placentare viene prelevato dal cordone dopo che questo è stato tagliato, senza alcuna conseguenza per il bambino. Alla neo-mamma verrà richiesto un ulteriore esame del sangue dopo sei mesi e un certificato di salute del figlio, dopodiché dal sangue che era stato prelevato e conservato a -190°C potranno essere estratte le cellule staminali emopoietiche che verranno poi infuse nel ricevente.

Per saperne di più sulla donazione di sangue del cordone ombelicale


Domande più frequenti sulla donazione di Organi e Tessuti

Che cos’è un trapianto?
Il trapianto è una efficace terapia che si può usare in caso di alcune gravi malattie che colpiscono gli organi o i tessuti del corpo umano e che non sono curabili in altro modo. Grazie all’esperienza acquisita negli ultimi anni questo intervento consente al paziente trapiantato una durata e una qualità di vita che nessun altra terapia è in grado di garantire. Purtroppo non tutti i pazienti che necessitano di trapianto possono giovarne a causa dello scarso numero di donatori e quindi di organi disponibili.

Che cosa significa morire?
Secondo la legge 593 del 28/12/1993 la morte di un individuo si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo (cervello). Quello che è cambiato nel corso della storia dell’uomo sono stati i criteri di accertamento della morte.
In passato si identificavano nella cessazione del respiro e del battito cardiaco mentre oggi, poiché queste funzioni possono essere mantenute artificialmente, il momento della morte dell’individuo corrisponde al momento della cessazione dell’attività del cervello.
Occorre quindi spostare l’attenzione da respiro e cuore (centri di vita), secondo le credenze antiche, ad uno specifico organo il cui danno irreversibile da solo costituisce il momento della morte: l’encefalo.
Esiste ovviamente uno stretto legame tra encefalo, respiro e circolazione. Il cervello infatti ha bisogno di cuore e polmoni per funzionare e c’è un rapporto fisiologico molto stretto che unisce questi tre organi tra loro e determina il mantenimento della vita. Tuttavia, è l’encefalo a rappresentare il vero motore dell’esistenza umana e quindi è la morte dell’encefalo la reale morte dell’individuo.
La morte cerebrale viene evidenziata con accertamenti clinici e strumentali che rilevano:
-  Stato di incoscienza
 - Assenza di respiro spontaneo
 - Assenza di riflessi e di reazioni a stimoli dolorifici
 - Assenza di attività elettrica cerebrale, silenzio elettrico
 - Evidente riduzione della temperatura corporea
 - Arresto del flusso ematico cerebrale

Concetto di morte cerebrale
Distruzione irreversibile dell’intera massa encefalica con perdita totale e definitiva dell’unità funzionale dell’organismo connessa con la distruzione del cervello.
Tale termine non si riferisce alla morte di un solo organo bensì ai criteri neurologici per accertare la morte della persona nella sua totalità che consegue alla distruzione dell’encefalo ed è compatibile con il mantenimento artificiale del respiro e del cuore battente per irrorare organi che non fanno più parte costitutiva di un organismo, ma sono idonei al prelievo a scopo di trapianto.

Come si accerta la morte cerebrale?
La morte del cervello viene accertata da un collegio di tre medici specialisti (medico legale, anestesista, neurologo) nominati dalla Direzione Sanitaria al fine di osservare per un periodo di sei ore, la sopravvenuta morte del cervello. Vengono eseguiti una serie di esami clinici e strumentali ripetuti durante il periodo di osservazione. Al termine dell’accertamento, dichiarata la morte dell’individuo, l’assistenza artificiale viene interrotta.

Che differenza c’è tra il coma e la morte cerebrale?
Esiste una enorme differenza.
La morte cerebrale non è altro che la morte effettiva ed accertata di un soggetto per cui la MORTE E’ UNA CONDIZIONE CERTA E DI NON RITORNO.
Il coma, invece, pur se talvolta è talmente grave da far perdere qualsiasi vita di relazione, è una situazione di vita dell’individuo e come tale può in alcuni casi avere una remissione.

Che cosa accade dopo la morte di una persona che risulti potenziale donatore?
Oggi (art.23 legge 91/99) è consentito procedere al prelievo salvo che il soggetto abbia esplicitamente negato il proprio assenso in vita o che i familiari presentino opposizione scritta entro il termine corrispondente al periodo di osservazione ai fini dell’accertamento di morte.
L’opposizione scritta non è consentita qualora dai documenti personali o dalle dichiarazioni depositate presso l’Azienda Sanitaria Locale di residenza risulti che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo di organi e tessuti, salvo il caso in cui i familiari presentino una successiva dichiarazione di volontà contraria al prelievo.

Chiunque può essere donatore?
Generalmente non esiste un limite di età per il donatore, ma solo un criterio di idoneità degli organi. Gli unici donatori che non possono essere utilizzati sono le persone che hanno avuto una storia di tumore o di malattie infettive quali ad esempio l’HIV.
Tuttavia in qualche caso la malattia di uno o più organi non pregiudica l’utilizzazione di altri organi o tessuti per il trapianto.

Quando è possibile donare?
Per la donazione di ORGANI è necessario che il donatore sia morto in una rianimazione a seguito di danni irreversibili dell’encefalo. La cosiddetta morte a cuore battente.
Per la donazione di TESSUTI è necessario che il donatore sia deceduto oppure, nella donazione da vivente, abbia espresso il consenso, previa valutazione da parte del personale sanitario. Il tutto è regolamentato dalla Legge 91/99.

Di quali organi e tessuti c’è maggior bisogno?
Ci sono molti pazienti in lista d’attesa per un trapianto. I pazienti in attesa di un rene sopravvivono grazie alla dialisi da effettuarsi tre volte alla settimana per tutta la vita. Purtroppo non esiste una soluzione diversa dal trapianto per i malati in attesa di organi vitali.
La donazione di cornee può ridare la vista a pazienti affetti da gravi patologie oculari. Molti pazienti sono in attesa di tessuti ossei e di tendini, valvole cardiache, pelle e segmenti vascolari.

Come si esegue il prelievo di organi e tessuti?
Gli organi sono prelevati da un’ équipe medico-chirurgica, nel più grande rispetto del defunto. Dopo il prelievo, la salma è a disposizione dei congiunti per le procedure relative alla sepoltura.

Qual’è l’aspetto della salma dopo la donazione?
Occorre sgombrare il campo dal timore che il corpo appaia deturpato. Il corpo non appare affatto deturpato dopo la donazione perché, come per ogni altra operazione chirurgica, restano unicamente delle piccole cicatrici superficiali e NON E’ VISIBILE ALCUNA ALTERAZIONE DEL CORPO. La salma si presenta quindi identica ad ogni altra.
Il prelievo delle cornee non comporta l’asportazione del bulbo oculare e l’intervento è simile a quello della rimozione della cataratta, che non lascia trasparire alcun segno d’incisione.

Come avviene l’assegnazione degli organi prelevati?
Il donatore viene segnalato dalla rianimazione dell’ospedale al Centro di Riferimento Trapianti Regionale che ha la situazione aggiornata di tutti i pazienti in lista di attesa.
Qui vengono individuati i pazienti compatibili a ricevere gli organi secondo procedure stabilite e trasparenti aggiornate dal C.N.T. (Centro Nazionale Trapianti). I candidati al trapianto vengono quindi inviati al Centro Chirurgico di riferimento.

Una persona può decidere a chi andranno i suoi organi?
Questo non è assolutamente possibile.
L’assegnazione degli organi è infatti anonima e dipende solo da criteri di compatibilità clinica ed immunologica ed in alcuni casi dalla necessità di trapiantare il paziente con urgenza per evitare la morte. Viene in tal modo evitata qualunque discriminazione.

Come sapere il nome del donatore o del ricevente?
SAREBBE OPPORTUNO NON CONOSCERE IL NOME DEL DONATORE O DEL RICEVENTE.
Da un lato per il diritto alla privacy e alla riservatezza che deve essere rispettato, dall’altro perché sapere il nome del o dei riceventi potrebbe innescare un meccanismo dannoso di “sindrome del segugio” che spinge i familiari del donatore all’inseguimento forsennato degli organi del parente defunto e in certi casi anche ad impensabili ed inammissibili richieste d’indennizzo.
Dalla parte del ricevente, inoltre, si potrebbero creare dubbi esistenziali, sensi di colpa e perdita del senso d’identità, che gli renderebbero ancora più difficile la ripresa dopo il trauma operatorio.

Si può scegliere cosa donare?
Né la vecchia, né la nuova legge entrano nel merito della questione. Da un punto di vista razionale ed alla luce del fatto che la personalità di un individuo non risiede in organi specifici ma è qua!cosa di motto più complesso ed immateriale sembra naturale che acconsentire alla donazione voglia dire acconsentire per tutti gli organi. In assenza di indicazione di legge, comunque, ogni caso può essere valutato singolarmente.

Quali controlli sull’organo da trapiantare?
Tutti quelli necessari ed indispensabili ad evitare per quanto possibile il rischio di trasmissione di malattie dal donatore al ricevente.
Per fronteggiare tale pericolo, gli organi prelevabili vengono esaminati attraverso test radiologici e di laboratorio per valutarne la funzionalità, la compatibilità, e lo “stato di salute”. In casi dubbi viene eseguita una biopsia (esame al microscopio di un pezzetto dell’organo) al momento del prelievo.
Il donatore stesso è sottoposto ad una serie di accertamenti per evitare la presenza di malattie infettive trasmissibili e di tumori. Viene raccolta anche l’anamnesi, cioè la storia clinica approfondita del potenziale donatore e vengono esclusi i casi incerti.
Tuttavia il trapianto, nonostante i controlli accurati, porta con sé un minimo di rischio di trasmissione di malattia da donatore a ricevente, analogo a quello che si corre per una trasfusione di sangue ed insignificante rispetto ai benefici che si perdono non sottoponendosi al trapianto.

La donazione di sangue è utile ai trapianti?
Certamente sì. I trapianti sono operazioni complesse che spesso richiedono trasfusioni, qualche volta anche imponenti. Si può giungere a molte decine di litri di sangue per un trapianto di fegato.
Donare sangue è quindi importante per sostenere l’attività di trapianto come lo è per moltissime altre attività sanitarie. Anche il sangue, come gli organi, non si fabbrica e la salute di ognuno di noi è affidata alla generosità di tutti.

Costi

I familiari del donatore devono sostenere dei costi per la donazione?
I familiari non devono sostenere ALCUN COSTO che è invece a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

I pazienti pagano per ricevere il trapianto?
ASSOLUTAMENTE NO: il trapianto è completamente gratuito e i suoi costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.


Aspetti legali e tecnici

Il commercio di organi
II commercio di organi è un’attività illecita che riguarda individui viventi, un atto criminale, perseguito penalmente. Non bisogna temere che possa verificarsi un tale abuso perché IL PROCESSO DI PRELIEVO, CONSERVAZIONE, TRASPORTO E TRAPIANTO E’ ESEGUITO SOTTO IL CONTROLLO DEL CENTRO RIFERIMENTO TRAPIANTI E DELLA MAGISTRATURA.
II Ministro della Salute concede le autorizzazioni per le procedure di trapianto e si accerta del corretto svolgimento delle pratiche.
I casi di commercio di organi accertati sono stati frutto di atti criminali effettuati nei paesi del terzo mondo sfruttando la misera esistenza di individui in cambio di un pugno di soldi. Tuttavia le persone che sono ricorse a questo tipo di trapianto sono state comunque perseguite penalmente una volta rientrate in patria in quanto il trapiantato necessita di farmaci antirigetto che sono distribuiti unicamente dal Servizio Sanitario Nazionale.
Non giustificare quindi l’uso di tali farmaci è quindi come autodenunciarsi.

Il traffico di organi
Il traffico di organi è un crimine contro l’uomo perché presuppone la soppressione volontaria di un individuo al fine di prelevarne gli organi e tessuti.
Nonostante se ne parli spesso, non è ad oggi mai stato veramente verificato. Questo non significa che non possa esistere, ma rimane impresa molto ardua coinvolgere tante professionalità necessarie alla pratica del trapianto in un atto così orribile.
La ricerca scientifica ha consentito di effettuare i trapianti grazie al perfezionamento delle tecniche chirurgiche ed alla disponibilità di farmaci antirigetto. Questi progressi continuano tuttora grazie alla disponibilità di nuove generazioni di farmaci e di nuove tecniche chirurgiche.
Grazie alle tecniche chirurgiche di divisione del fegato è possibile in alcuni casi trapiantare separatamente due segmenti dello stesso fegato per un adulto ed un bambino. In questo modo non esiste più attesa per i bambini che per vivere hanno bisogno del trapianto di fegato.

L’aspetto religioso
“IL DONO GRATUITO DI ORGANI DOPO LA MORTE E’ LEGITTIMO E PUO’ ESSERE MERITORIO”.
E’ importante sapere che la religione CATTOLICA considera la donazione di organi come estensione dei principi teologici della creazione, della giustizia e dell’amore.
“Il trapianto può davvero favorire una più vera cultura della vita, perché richiede solidarietà”.
“La vita è un dono di DIO” e in quanto tale ognuno di noi ha il dovere di preservarla e di conservarla nel migliore dei modi e il più a lungo possibile.
Ne consegue che ognuno di noi non è padrone assoluto del proprio corpo. Di fronte alla necessità di salvare una vita umana, qualsiasi vita umana, tutti i divieti religiosi diventano secondari.

La Religione PROTESTANTE incoraggia e sostiene la donazione degli organi, quella EBRAICA sostiene che “Se è possibile donare un organo per salvare una vita è obbligatorio farlo”.

Le religioni BUDDISTA, INDUISTA, MORMONE, QUACCHERA e SCIENZA CRISTIANA non prendono posizione e demandano la decisione al singolo individuo, poiché ritengono che la donazione sia un fatto del tutto personale. La Religione ISLAMICA approva la donazione se avviene da persone che hanno dato in anticipo il loro consenso per iscritto, a patto che gli organi non vengano conservati bensì subito trapiantati.
Anche i TESTIMONI Dl GEOVA ritengono che il trapianto degli organi sia una decisione che spetta al soggetto interessato, e non si oppongono alla donazione.
Le religioni GRECO ORTODOSSA e AMISH non esprimono dichiarate obiezioni alla donazione e alle procedure che contribuiscono a migliorare lo stato di salute.
La Religione, quindi, NON E’ affatto, come alcuni erroneamente credono, CONTRARIA ALLA DONAZIONE DEGLI ORGANI ed al TRAPIANTO e, anzi, nella maggior parte dei casi, sostiene e incoraggia sia la donazione per il suo intrinseco valore etico, sia i trapianti perché servono alla vita.

L’etica
La situazione attuale del sistema prelievi e trapianti garantisce il rispetto delle seguenti regole:

- Utilizzazione del donatore vivente limitata a parenti stretti su richiesta dei medesimi

- Trattamento terapeutico dei pazienti in rianimazione indipendente dalla posizione individuale o familiare riguardo al prelievo degli organi, posizione che non viene nemmeno indagata fino alla constatazione della morte

- Prelievi da cadavere eseguiti nel pieno rispetto della normativa vigente, e quindi previo accertamento collegiale della morte, con applicazione di regole certe

- Accertamento di morte eseguito da equipe indipendenti da quelle che trapiantano

- Rispetto della volontà delle famiglie fino a quando la nuova legge non renderà prevalente il parere espresso in vita dal defunto

- Esecuzione di tutte le indagini diagnostiche ad oggi conosciute per escludere il rischio di trasmissione di malattia attraverso il trapianto

- Esistenza di liste di attesa pubbliche

- Individuazione dei riceventi dalle liste di attesa sulla base di criteri predeterminati e condivisi, che tengono conto della compatibilità degli organi, delle condizioni di gravità dei pazienti e del tempo di attesa

- Attribuzione degli organi prelevati in una regione ai centri trapianto delta stessa regione con eccezioni regolamentate per le urgenze, le emergenze, i prestiti e le restituzioni a livello interregionale, nazionale ed internazionale

- Prelievi e trapianti di organi eseguiti solo in strutture pubbliche, con autorizzazione del Ministro della Salute

- Rendiconto pubblico della attività, della provenienza degli organi, dei trapianti eseguiti e dei loro risultati immediati ed a distanza

Le attività di trapianto vengono eseguite, in Toscana, presso:
Azienda Ospedaliera di Careggi (Firenze)

Trapianto: di rene, di rene-pancreas, di tessuto osseo e di valvole cardiache.

Azienda Ospedaliera Pisana (Pisa)
Trapianto: di rene, di rene-pancreas, di fegato e di valvole cardiache.

Azienda Ospedaliera Senese (Siena)
Trapianto: di cuore, di cuore-polmone e di valvole cardiache.

O.P.A. (Massa Carrara)
Trapianto: pediatrici

L'organizzazione del Sistema Regionale
Che cos’è il CRRT Regione Toscana
Il Centro di Riferimento Regionale Trapianti è l’organizzazione della Regione Toscana, specializzata nel Coordinamento dell’attività di donazione, prelievo e trapianto di organi e tessuti su base regionale e nazionale.
Opera quindi in stretta collaborazione con i Coordinamenti Locali della Donazione di Organi e Tessuti presenti in tutte le ASL e con i Centri Trapianto. Si occupa inoltre del trasporto organi ed equipes chirurgiche di prelievo.

Il Coordinamento Locale Donazione in Toscana
In ogni ospedale della Toscana è presente il Coordinamento Locale Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, composto da un Medico responsabile dell’attività di donazione di organi e di tessuti e da un Infermiere che collabora con il Medico Coordinatore al quale è possibile rivolgersi per ogni informazione.
Il compito del Coordinamento Locale è quello di facilitare la donazione di organi, tessuti e cellule ed in particolare:

• individuare i donatori di organo, tessuti e cellule all'interno dell'Azienda
• curare i rapporti con i familiari dei donatori
• collaborare con il personale medico, infermieristico e di supporto della Terapia Intensiva e del Comparto Operatorio dedicato alla donazione di organi
• collaborare con il Centro Regionale Trapianti nel verificare la qualità e la sicurezza degli organi e dei tessuti prelevati
• coordinare tutte le attività connesse al reperimento, mantenimento e trasferimento degli organi, tessuti e cellule
• supervisionare il processo di prelievo di tessuti da cadavere a cuore fermo e da vivente
• programmare la formazione e l'aggiornamento in tema di donazione per gli operatori sanitari e per la cittadinanza, in collaborazione con l’Educazione alla Salute e le Associazioni di Volontariato
• ottimizzare e razionalizzare le procedure relative all'accertamento di morte cerebrale e il processo di donazione e prelievo di organi nel rispetto della normativa vigente
• gestire i rapporti con i mezzi di comunicazione in collaborazione con l'Ufficio Stampa 
• collaborare con le Associazioni di Volontariato che si occupano di donazione e trapianto.

Le Associazioni di Volontariato

Le Associazioni di Volontariato presenti nel territorio nazionale sono:

• AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi) – sito internet: www.aido.it

• ANED (Associazione Nazionale EmoDializzati) – sito internet: www.aned-onlus.it

• ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo) – sito internet: www.admo.it

• ANTF (Associazione Nazionale Trapianti di Fegato) – sito internet: www.antfvr.org

• VITE ONLUS (Associazione di Volontariato Italiano Trapiantati Epatici) – sito internet: www.viteonlus.it

• ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) – sito internet: www.adisco.it

 

Per altre informazioni e/o chiarimenti in merito alla Donazione di Organi, Tessuti e Cellule si consiglia di visitare i seguenti siti web:

• Centro Nazionale Trapianti (C.N.T.): www.trapianti.salute.gov.it

• Organizzazione Toscana Trapianti (O.T.T.): www.salute.toscana.it/sst/ott/organizzazione-toscana-trapianti.shtml

• Associazione InterRegionale Trapianti (A.I.R.T.): www.airt.it

 

Per l’Azienda USL 11 i riferimenti del Coordinamento Donazione di Organi, Tessuti e Cellule sono:

Coordinamento Donazione di Organi, Tessuti e Cellule
Presso Ospedale "San Giuseppe" Empoli – Viale Boccaccio

Medico Coordinatore
Dott. Tommaso Burchietti

Infermiere Coordinamento
Dott. Emanuele Ginori

Per informazioni telefonare al n. 0571 7051
e-mail: coorddon11@usl11.toscana.it